A. Il pensiero
Scheda 7 – La carità nella verità è sostenuta dalla logica del dono
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Fin qui Benedetto XVI ha fatto un’analisi tanto competente quanto severa della concezione attuale dello sviluppo. Adesso nei cc. seguenti, pur continuando il momento critico, propone positivamente le componenti autentiche dello sviluppo coniandole in termini espressivi: fraternità (carità, dono) (c. 3), diritti e doveri, cura dell’ambiente (c. 4), collaborazione e solidarietà (c. 5), buon uso della tecnica (c. 6).
1. - Già dal titolo del c. 3, “Fraternità, sviluppo economico e società civile”, si ha la chiave di lettura della CiV: “La stupefacente esperienza del dono”. Essa scaturisce da Dio-Amore verso l’uomo. Tale Amore lo rende consapevole della gratuità che lo fa essere se stesso e lo rende fratello degli altri. Ciò lo porta ad investire ogni sua opera con “la logica del dono”, che include necessariamente la giustizia, per cui anche “lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuol essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di umanità” (n. 34).
2. - L’applicazione più immediata è il mercato, che è di fondamentale valore per la convivenza. Esso è soggetto a principi di giustizia, ma non basta: ”senza forme interne di solidarietà e di fiducia reciproca, il mercato non può pienamente espletare la propria funzione economica”. Oggi “questa fiducia è venuta a mancare”, creando sacche di povertà, e quindi impoverendo il mercato stesso (n. 35).
3. - Purtroppo domina l’idea che la “logica del mercato” pensata come sola produzione di ricchezza risolva ogni problema sociale e politico. Va invece ”finalizzata al perseguimento del bene comune”, vivendo” all’interno dell’attività economica rapporti autenticamente umani, di amicizia, di socialità, di solidarietà e di reciprocità”. “Il principio della gratuitàe la logica del dono come espressione della fraternità” vanno inseriti entro la normale attività economica” (n. 36).
4. - Se “la giustizia riguarda tutte le fasi dell’attività economica”, allora “ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale“. Va bene il “contratto” per la produzione economica, ma anche sono necessarie “leggi giuste e forme di ridistribuzione guidate dalla politica”, con “impresso lo spirito del dono” (n. 37).